Mostre
Dal 19 Dicembre 2009 la Hall del museo ospita quattordici grandi maschere di cartapesta, ideate da Luigi Ontani, realizzate in collaborazione con Pietro Simonelli, e ispirate ad altrettanti artisti che nel tempo hanno vissuto e lavorato a Via Margutta. Dopo il tableau vivant del 26 Ottobre e l’esibizione presso la Galleria Valentina Moncada, le opere di Ontani continuano il loro percorso e giungono al MACRO di via Reggio Emilia come omaggio al Maestro, alla città di Roma e alla strada dell’arte per antonomasia.
A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino si celebra anche e contemporaneamente la caduta di un altro muro che ha tenuto separate espressioni, tendenze e correnti artistiche che sembravano destinate all’emarginazione, segnando la nascita del mondo globale.
La mostra, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, il Goethe Institut Italia/Roma, il Museo Stiftung Deutsche Kinemathek Museum für Film und Fernsehen di Berlino, e il Museo Stiftung Haus der Gerschichte der Bundesrepublik Deutschland di Bonn, si presenta come una antologia visiva e sonora del crollo del Muro.
Il MACRO è inoltre lieto di annunciare il Centro Ricerca e Documentazione Arti Visive come nuovo organo del proprio corpo. Grazie a questo sodalizio, il pubblico potrà spiare lo straordinario patrimonio del Centro. Nella biblioteca del museo saranno in visione sia la mostra documentaria CRDAV: Enrico Prampolini, omaggio al multiforme genio del Futurismo, sia i bozzetti originali per la metropolitana di Roma, con artisti che vanno da Kenneth Noland a Enrico Castellani, da Heinz Mack a Bruno Ceccobelli.
Un’intera area del museo sarà dedicata a Gino Marotta, figura centrale della scena artistica romana, che attraverso la continua sperimentazione di nuovi materiali e tecniche ha interpretato le dinamiche di contaminazione tra i media e dato vita a un mondo fantastico tra natura e artificio. In una sala, Marotta presenterà una grande opera inedita pensata appositamente per il MACRO, mentre un’altra sala accoglierà le sculture che hanno reso l’artista noto al grande pubblico.
MACROradici del Contemporaneo, progetto pensato soprattutto per le nuovissime generazioni, racconterà personaggi trasversali come presenza viva e attiva nell’immaginario dell’oggi; le opere e le storie degli artisti verranno presentate anche attraverso touchscreen e cassettiere. MACROradici, curato da Francesca Pola, inaugura con un omaggio unico e di sorprendente attualità al grande scrittore, sceneggiatore e narratore per immagini: duecento opere inedite di Cesare Zavattini.
Con il progetto MACROwall, il museo dedica una delle proprie pareti a progetti speciali di grandi opere uniche o serie di lavori; il primo appuntamento vedrà le opere di Alessandro Pessoli. L’artista, protagonista dell’ultima Biennale di Venezia – Fare Mondi – e riconosciuto internazionalmente, presenterà una serie di cinquanta acquerelli pensati come un imponente racconto visivo che l’autore stesso ha definito “un piccolo film mentale, immaginifico e bizzarro”.
Il ciclo Roommates/coinquilini attesta l’interesse del MACRO per l’emergente scena romana: nei prossimi mesi e nel corso di diversi appuntamenti, alcuni giovani curatori inviteranno altrettanto giovani artisti romani a condividere un’unica sala espositiva come se fosse un appartamento. Al primo incontro, il duo goldiechiari e Nicola Pecoraro, grazie al lavoro curatoriale di Cecilia Canziani e Luca Lo Pinto e il coordinamento di Costanza Paissan, saranno i primi coinquilini del museo.
Per la prima volta in Europa, una mostra di sessanta artisti di base a New York, il cui lavoro cattura la drammaticità, il rischio, la velocità e il dinamismo delle diverse scene creative della Grande Mela, e riflette le tendenze oggi principali dell'arte newyorchese: Street Punk, Wild Figuration e New Abstraction.
Ampliamento e allestimento della nuova collezione del MACRO.
Imponente installazione dell'artista indiana Hema Upadhyay che vede una ruspa, minacciosa, incombere col suo braccio mobile su un ammasso di piccole casette.
Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.
La rassegna, prodotta dal Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e realizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, presenta mezzo secolo di arte e design italiano "per suggestione" andando alla ricerca di un dialogo tra i diversi campi di quella cultura estetica e materiale che resta l'immagine più rappresentativa dell'Italia.
torna al menu di accesso facilitato.




